PROCLAMATI I VINCITORI DELLA 13MA EDIZIONE

Abbiamo fatto 13. Tante sono le edizioni del concorso internazionale “Fotografare il Parco” organizzato dai Parchi Nazionali dello Stelvio, Gran Paradiso, d’Abruzzo, Lazio e Molise e de la Vanoise con il patrocinio di Alparc e Federparchi e la partecipazione di La Rivista della Natura quale media partner.
 
La giuria, composta dal vincitore assoluto della dodicesima edizione, da affermati fotografi naturalisti e da rappresentanti dei Parchi, ha selezionato le immagini vincitrici di quest’ultima edizione tra le 3.200 fotografie presentate in concorso da quasi 450 autori.
 
Ancora una volta si è confermata la crescita del livello qualitativo degli ultimi anni. Non solo qualità tecnica, però. In questa edizione molte fotografie hanno mostrato una visione narrativa della natura che corrisponde alle idee della fotografia moderna e che è stata particolarmente apprezzata dalla giuria.
 
Questi i risultati di questa tredicesima edizione.
 
La classifica assoluta ha visto l’affermazione del piccolo al femminile. Prima assoluta è risultata la fotografia “Tempo d’amore” di Elisa Confortini, nella quale l’autrice ha fermato l’”abbraccio” tra due cervi volanti ambientati nella fresca ombra di una foresta.
Secondo classificato è risultato Paolo Taranto. Protagonista della foto è, ancora, un piccolo animale: un pipistrello addormentato nel suo rifugio, colto nella foto “A riposo tra le radici. Ferro di cavallo minore”.
Terza classificata un’immagine di paesaggio di grande profondità in cui ghiaccio e luce sono protagonisti. In “Frozen kingdom” l’autore Marco Barone ha raffigurato le strane geometrie di bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio del Lago del Moncenisio, nel Parco Nazionale de la Vanoise, e i raggi di un lontano sole.
 
Marco Barone è risultato anche vincitore di categoria per i Paesaggi del Parco. La sua foto “Foggy lands” conferma la passione dell’autore per il Lago del Moncenisio, qui raffigurato in uno scenario che sembra parte di un altro mondo.
Tonio Di Stefano, con la foto “Heavenly awakening of winter. Sulle sponde del Lago di Barrea” si aggiudica il premio per il migliore paesaggio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Protagonisti sono l’acqua e il bosco, ripresi alla fredda luce invernale durante una fitta nevicata.
“Notte stellata. Pont” è l’immagine con cui Melchiorre Pizzitola si aggiudica il premio per il migliore paesaggio del Parco Nazionale Gran Paradiso. La Via Lattea, splendente come solo può esserlo in montagna, sovrasta la natura del Parco.
Piccoli uomini si confrontano con la crepacciata del gigante di ghiaccio sempre più frammentato e coperto di detriti a seguito del riscaldamento climatico nella foto “Val Cedec. Vedretta del Pasquale” con la quale Elisabetta Faccin ha vinto il premio per il paesaggio del Parco Nazionale dello Stelvio.
Il miglior paesaggio del Parco Nazionale de la Vanoise è una lunga esposizione notturna di “La cascade Saint Benoit” di Avrieux. L’autore Jean-Luc Viart, grazie all’effetto mosso, bene ha reso la sensazione dello scrosciare notturno delle acque della cascata.
 
Le fotografie premiate nella categoria “Fauna selvatica del Parco” sono accomunate dal mostrare i loro protagonisti in azione nei loro ambienti di vita.
Prima classificata di categoria è risultata la foto di “Riccio” di Elisa Confortini in cui lo spinoso insettivoro è stato colto durante una scorribanda notturna sotto la pioggia.
Il secondo premio è stato assegnato al “Trio” di Thomas Delahaye in cui due camosci e un abete paiono perdersi nel maestoso biancore di un paesaggio invernale.
Un cervo in amore nel colonnato di un bosco è il soggetto di “Bramito in una fredda mattina” di Moreno Pellegrin, classificatosi terzo.
 
Nella categoria “Micromondo del Parco e dettagli naturali” Giuseppe Bonali si aggiudica il primo posto di categoria con “In agguato”. Un piccolo ragno arrampicato su una spina attende la sua preda in uno spazio luminoso.
Un grande mondo d’erba è l’ambiente della mantide religiosa di “Attesa tra l’erba”, giunta seconda nella categoria. Grazie all’uso sapiente della messa a fuoco selettiva la mantide risulta, nella foto di Massimo Arcaro, l’indiscussa protagonista.
L’immagine “Ultimo respiro” di Massimo Ferrari con cui l’autore ha colto, con grande tempismo, il momento della cattura di una cavalletta caduta in acqua da parte di una trota, si è aggiudicata il terzo posto.
 
“Non è la rosa non è il tulipano” è la pittorica immagine di papaveri con cui Massimo Arcaro, ancora una volta grazie al preciso controllo della profondità di campo, si è aggiudicato il primo posto della categoria “Mondo vegetale del Parco”.
Al secondo posto si è classificata la foto “Jusqu’au cieux!” di Jean-Luc Viart, immagine in bianco e nero in cui betulle invernali fuggono verso il cielo ben valorizzate dal taglio quadrato.
Valter Pallaoro è l’autore dell’immagine terza classificata, “Milioni di spore. Fungo vescia” in cui la vescia disperde nell’aria, quasi una piccola eruzione, il suo “fumo” di spore.
 
La giuria ha inoltre riassegnato un premio non attribuito nella precedente edizione del concorso.
Il premio speciale è stato attribuito all’”Eclissi di luna a 2910 m.” di Fabrizio Stefani, in cui la Luna, resa rossa dall’eclissi, osserva dall’alto la placida montagna e il bivacco Leonessa in Valnontey nel Parco Nazionale Gran Paradiso, testimonianza della presenza e del lavoro secolare dell’uomo negli scenari alpini.
 
A dimostrazione della qualità delle foto partecipanti al concorso, sono stati inoltre segnalati altri otto scatti dei fotografi Matteo Pegoretti, Stanislao Basileo, Emilio Ricci, Stefano Sandrini, Marco Barone, Pierre Bottex, Salvatore Petrantoni ed Elisa Confortini.
 
Fotografare il Parco ha confermato anche in questa edizione come i Parchi Nazionali, grazie alla bellezza dei loro paesaggi e alla ricchezza di vita – animale o vegetale, piccola o grande – che li popola, siano il luogo ideale in cui esercitare, con rispetto e cercando di diventare “parte dei luoghi”, la fotografia naturalistica.
 
Luogo e data della premiazione verranno definite e comunicate a breve.
 
 
Bormio, Torino, Pescasseroli, Chambéry,  22 gennaio 2020